QUANDO NASCE L'ILLUSTRAZIONE

Dal papiro egiziano alla pergamena di vitello romana, dai rotoli al codice, dalla carta made in China alla xilografia, dalla stampa all'incisione su rame, dalle Bibbie dei Poveri alle gazzette, dai capilettera alle rappresentazioni più complesse, dal pubblico solo adulto ai libri per l'infanzia: le illustrazioni sono una costante nella produzione scritta dell'uomo. Il primo libro tipografico figurato della storia lo ha stampato nel 1461 Albrecht Pfister a Bamberga con matrici xilografiche ed era una raccolta di favole. Allo stesso tipografo si devono poi diverse edizioni (1462, una in tedesco e una in latino) della Biblia Pauperorum, in cui per la prima volta brevi testi si integrano con le immagini in un'unico formato di stampa. Testo scritto e illustrazione nella pagina possono avere una relazione di complementareità o di indipendenza. Nei trattati o monoscritti di medicina, scienza, storia, arte, architettura e simili, le immagini in genere spiegano il testo e lo integrano, senza però potersi sostituire ad esso. Ma l'illustrazione è da sola dotata di significato, muove delle sensazioni, è evocativa oltre il testo, per questo può essere autonoma all'interno della pagina; come lo sono i capilettera o i frontespizi. Se nel papiro l'immagine riportata era solo una piccola vignetta a interruzione del testo, a partire dalla pergamena le dimensioni dell'illustrazione aumentano fino a ornare intere pagine. Si chiama miniatura la decorazione grafica e/o dipinta dei codici, eseguita a mano e che si è ispirata nei secoli alla flora e alla fauna oppure ai draghi e agli animali fantastici, oppure ancora a elementi geometrici e stilizzati, in continuità con il testo e a scopo didascalico. Con l'avvento del libro seriale, le miniature lasciano il posto alle incisioni su legno e metallo e pietra per fronteggiare il numero sempre crescente di copie da stampare. Allo stesso tempo le illustrazioni, vista la tecnica semplificata e velocizzata, diventano sempre più frequenti e numerose tra le pagine, così che il libro diventa prodotto artistico tanto dello scrittore quanto dell'artista che lo arricchisce. Tali incisioni su supporto possono essere in rilievo o in piano. La xilografia è del primo tipo: a essere inchiostrate sono le parti non incise, cioè i rilievi, su cui viene passato il rullo intriso di inchiostro per poi rovesciare il supporto sulla carta e fare pressione manualmente o tramite un torchio. L'Olanda è il paese a pubblicare il maggior numero di libri xilografici negli ultimi decenni del 1400. La litografia su pietra e la serigrafia su tessuto sono incisioni in piano e compaiono temporalmente dopo (fine diciassettesimo secolo). In un mondo prevalentemente analfabeta, le illustrazioni sono il primo veicolo di informazioni, nozioni e acculturamento per il ceto inferiore; è attraverso le immagini che il popolo comprende gli insegnamenti biblici! Queste immagini e l'iconografia acquistano nel tempo un'importanza crescente, soprattutto stilistica, e nel corso del 1700 si nota come la qualità dell'illustrazione a corredo del libro sia un incentivo all'acquisto: le prime pagine del testo sono le più decorate, eleganti e raffinate per catturare l'interesse del lettore. Si vende, e si acquista, la "bella pagina".
Quando l'immagine inizia ad accompagnare in maniera sistematica e costante il testo nella pagina, allora si inizia a parlare di ILLUSTRAZIONE, ed è il 1800. A cavallo dei due secoli, '800 e '900, il mercato editoriale si arricchisce di prodotti per ragazzi che prima non c'erano e di tanti periodici per adulti. Dall'Austria, dalla Francia e dagli Stati Uniti provengono tantissime illustrazioni per riviste grazie a Kolo Moser, Eugène Grasset, Louis John Rhead o Will Bradley. In Inghilterra fanno moda le figure liberty di Aubrey Beardsley; in Italia Dudovich, Cappiello e Metlicovitz con le Officine Ricordi producono manifesti pubblicitari, riviste sofisticate. Dopo la seconda guerra mondiale, la stampa in quadricromia permette il diffondersi della illustrazione su quanti più supporti cartacei e per un pubblico continuamente più vasto ed eterogeneo, oltre che maggiormente attento all'arte e all'estetica.
Per l'illustrazione si è trattato di una evoluzione tecnica e culturale continua, fino ad oggi, considerata un'arte diffusa.